Sentimenti di tristezza e di ansia possono essere normali al rientro dalle vacanze estive o natalizie, soprattutto se la routine lavorativa e ordinaria appare opaca o poco motivante. Alcuni pazienti mi dicono che non riescono a capire come mai sono tristi e hanno poco energia nello studio o nel lavoro.

Il primo passo è l’ascolto non giudicante, che i pazienti possono imparare a sviluppare nei confronti di se stessi. Il sentirsi in colpa e il giudicarsi negativamente sono ulteriori fonti di malessere. Accogliere, invece, i propri stati emotivi così come sono, provare a essere il più possibile gentili e compassionevoli verso se stessi, può portare, nell’arco di breve tempo, a ristabilire dei pensieri positivi e più funzionali, ad una maggiore fiducia che le cose possano andare meglio e che l’energia di un tempo possa tornare.

Ripristinare una routine sana, fatta di pause e di momenti piacevoli, può essere un ulteriore modo per sconfiggere la “depressione” post vacanze.

Iniziare una nuova attività, qualcosa che si è messo da parte da tempo o che non si è avuto il coraggio di inziare in altri periodi della vita, può essere un altro modo per illuminare le proprie settimane.

Il segreto è provare a soffermarsi sul “qui ed ora” il più possibile, tentare di arricchire la propria quotidianità senza dover fare il conto alla rovescia per le prossime vacanze. Se il proprio lavoro risulta poco motivante, è importante riflettere su cosa apporta malessere e provare a cambiare alcuni aspetti legati al proprio modo di concepire la vita lavorativa o le dinamiche relazionali nel proprio contesto lavorativo.

Non sempre è possibile tirarsi fuori da soli da una condizione di sofferenza e di frustrazione, per cui è fondamentale riconoscere di aver bisogno di un aiuto esterno, iniziare un percorso di psicoterapia per poter riattivare le risorse individuali, congelate in uno specifico momento della vita.