Per Binge Eating Disorder o Disturbo da Alimentazione Incontrollata, intendiamo un disturbo alimentare che si manifesta con frequenti abbuffate e la sensazione di perdere il controllo durante l’atto stesso del mangiare. Le abbuffate sono frequenti nell’arco della giornata, soprattutto quando le persone sono a casa o in luoghi in cui c’è un facile accesso al cibo, lontani però dagli occhi indiscreti di colleghi o familiari. Infatti, una caratteristica comune alle persone che soffrono di tale disturbo è il senso di imbarazzo e di vergogna che provano nel perdere il controllo e nell’abbandonarsi all’impulso di mangiare. Durante i pasti tradizionali, quelli che generalmente avvengono in compagnia di familiari o amici e colleghi, queste persone tentano di camuffare il problema mostrando un regime dietetico normale.

Per poter diagnosticare un disturbo da alimentazione incontrollata, è necessario che lo specialista rilevi la presenza di abbuffate almeno due volte al giorno per un periodo di sei mesi, la presenza di perdita di controllo, la sensazione di non riuscire a smettere di mangiare, di non poter controllare la quantità e il tipo di cibo che si sta mangiando. Inoltre, dopo le abbuffate sono assenti le condotte compensatorie, come l’uso di lassativi e l’eccessivo esercizio fisico. In questo si differenzia dalla bulimia.

Le persone che si rivolgono ad uno specialista sono generalmente preoccupate per l’aumento di peso e per l’immagine che rimanda loro lo specchio. Sono afflitte dall’idea di non riuscire a controllarsi, ma si mostrano collaborative e motivate a recuperare lo stato di salute.

Rivolgersi ad un dietologo non è sufficiente per la natura stessa del problema, le cui cause sono di origine psicologica. Pertanto è importante iniziare un percorso psicoterapeutico attraverso il quale capire quali sono i motivi che portano alle abbuffate. In genere i pazienti riportano sintomi legati ad una condizione depressiva più ampia, una insoddisfazione per se stessi, una scarsa fiducia nelle proprie possibilità, una tendenza a rimuginare su tutto ciò che accade, sul senso di vacuità, frustrazione e avvilimento che percepiscono nella loro vita e che tentano di alleviare ricorrendo al cibo.

Nel mio studio di Psicoterapia a Roma propongo dei percorsi di consulenza e di psicoterapia rivolti a coloro che stanno vivendo questa situazione di disagio. Mi avvalgo, inoltre, della collaborazione di una biologa nutrizionista per poter affrontare il problema nella sua complessità.